
Su La poesia e lo spirito, Giselda Pontesilli recensisce Il ballo delle gru di Roberto Dedenaro.
Pontesildi scrive:
“C’è una sommessa “coralità” nelle poesie, sempre attentamente sorvegliate, mai passibili di retorica che compongono Il Ballo delle gru, recente libro del poeta triestino Roberto Dedenaro.
[…]
L’orizzonte inscurito è il nostro orizzonte storico, epocale: per questo! è inscurito e “non si distingue più”.
Infatti, se fosse l’orizzonte naturale, crepuscolare, serale, non ci sarebbero in esso “case senza più finestre illuminate”, “case senza forma”, e “i corpi che da qualche dove dentro a quelle case senza forma stanno”.
Al contrario: le case sarebbero, naturalmente, abitate, illuminate, animate da persone, da voci… Invece sono buie, e strane fredde luci “ne scandagliano i profili” informi, lo “spessore di silenzio” che “sale come una domanda”…
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