





Libro vincitore del Premio Letterario Internazionale R. M. Rilke Vanedda ri risettu (Vicoli di quiete) di Patrizia Sardisco apre un dialogo tra l’idioma siciliano sorgivo e la lingua italiana della grammatica, movimentando una tensione tra due modalità della parola e della scrittura, collocandosi sulla soglia esile tra l’essere e il nominare, entrambe radicali nelle lingue vive. Sono ibridi spazi liminali, i Vicoli del titolo della raccolta, che evocano luoghi di passaggio, selciati sonori di storie, di stagioni e di voci, luoghi di attesa e di ascolto, di sosta lungo la viandanza, rifugio raccolto come dinanzi a edicole votive: una soglia tra il mondo dei vivi e quello dei morti in cui la poesia bilingue è trasloco e ritorno a una lingua che nomina, risorgente, dalle più illuminanti profondità del tempo.
Titolo: Vanedda ri risettu Vicoli di quiete
Autrice: Patrizia Sardisco
Collana: Poiein
Edizione: Vita Activa Nuova 2026
Pagine 64
Prezzo: € 14.00
ISBN 9791280771421


cuore amore dolore è una raccolta poetica di Daniele Barbieri, dalla composizione articolata. Divisa in tre parti, si apre con Pericardio, la sacca esterna che racchiude il cuore, si chiude con Miocardio, il muscolo vero e proprio che si contrae e si rilassa. In mezzo Entr’acte, Intermezzo, come il cortometraggio dadaista di René Clair del 1924. Le sezioni hanno contenuti molteplici che vengono a comporre un ordinato discorso sul tema. Dalle immagini metaforiche audaci e paradossali, dai versi disorientanti, dai numerosi ossimori, dalla serie di “invenzioni” foniche e semantiche che sembrano spiazzare il lettore si passa via via a un livello di lettura più approfondito, sotterraneo, che lascia intravedere tracce che si muovono verso sentimenti più complessi, radicali, inquietanti sulla condizione umana, sulla vita e sulla morte, sull’amore come gioia e afflizione, sulle attese e sui desideri, rovesciando luoghi consolidati e facili suggestioni. Con una osservazione a distanza, fuori dal coinvolgimento emotivo, sguardo che dà forza al dettato perché sorveglia le parole e non sottrae convinzione in quanto non diviene scetticismo.
La parte mediana, Entr’acte, sposta il discorso nel campo del sacro, “Teofania di traverso” è il sottotitolo, una convergenza e divergenza di miti e figure da varie religioni primordiali sul tema dell’origine: induista, ebraica, greca, vedica, egizia, cristiana, in un intreccio visionario di nomi, ruoli, temi, a dipanare il mondo.
Titolo: cuore amore dolore
Autore: Daniele Barbieri
Collana: Poiein
Edizione: Vita Activa Nuova 2026
Pagine: 98
Prezzo: € 14.00
ISBN 9791280771407

Questa raccolta poetica di Sergio Rotino accoglie testi scritti in diversi tempi e accompagna l’autore da molti anni, seguendo una sorta di fil rouge sotterraneo ma periodicamente emergente come «traccia mnestica», con tutte le dovute cautele riguardanti l’operatività della memoria. Si configura come una scelta di ordinamento di materiali difficili e pregnanti in complesso equilibrio, non a caso le prime parole del testo iniziale, «aprire la pandetta ci tocca», fanno emergere un desiderio di ordine e registrazione, un compito, finalmente, da portare avanti in questo preciso tempo. Non è un lavoro soltanto ordinativo, si avvertono le incertezze del percorso, le problematicità dell’operazione. Anche il titolo: Fine della biologia, può dare adito a letture differenti: fine come conclusione, chiusura definitiva di un rapporto, o finalità dello stesso. E si tratta, evidentemente, della radicalità dell’essere umano maschile nei suoi rapporti interiorizzati con la struttura archetipica del pater/patria nella concezione estesa del lemma. Un tema arduo, che l’autore affronta in numerosi passaggi per circoscrivere il lascito ricevuto, e pervenire a «comporre un addio lungo, faticoso, ma definitivo», che può consentire al soggetto una autonomia cosciente.
Titolo: Fine della biologia
Autore: Sergio Rotino
Postfazione: Luciano Mazziotta
Collana: Poiein
Edizione: Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 108
Prezzo: € 15.00
ISBN 9791280771360

Roberto Dedenaro ritorna alla poesia dopo 19 anni, con un libro efficace e profondo che riprende i suoi temi pregnanti: il Carso e il rapporto con la varietà del paesaggio, lo sguardo attento rivolto alle cose anche minime, l’osservazione dell’umanità che vive sui confini, le lingue diverse che si intrecciano nella vita quotidiana, il tempo e i cambiamenti nelle relazioni umani e nella natura. Con ironia e sguardo partecipativo racconta il territorio in cui vive mostrandone le contraddizioni, i drammi della storia, i miti che sembrano radicati nelle culture antiche, le aspettative della gente comune che condivide uno spazio ricco di sfumature vive e distanze lessicali che aprono all’abbondanza delle percezioni. La sua non è una poesia prettamente emozionale ma si muove sul piano della conoscenza, dell’indagine accurata e della distanza necessaria al compito critico. Eppure il tono è domestico per la lunga frequentazione, la parola risulta efficace nelle riflessioni esistenziali che connotano una condizione umana condivisa oltre le differenze, la marginalità dei territori si fa centro negli spazi vissuti e nelle relazioni che vivono tra le differenze, come in nuove dimensioni e attitudini dell’abitare.
Titolo: Il ballo delle gru
Autore: Roberto Dedenaro
Postfazione: Elvio Guagnini
Fascetta di copertina verticale: Davide Marchionni
Collana: Poiein
Edizione Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 96
Prezzo: € 12.00
ISBN9791280771377

Parte uno: poesie bilingue (con testo inglese a fronte) sul tema delle identitalie scritte dall’autrice. Parte due:
una piccola antologia di poesie di poeti e poetesse del mondo in movimento (in inglese o in italiano). L’identità
è un tema affascinante e spinoso. Come affrontarla con profonda serenità? Come condensarla in pillole di facile
comprensione per le giovani generazioni? Laila Wadia, indiana di origine, ma triestina per elezione, cerca di
usare la sintesi della poesia e l’impegno plurale della traduzione per proporre un dibattito e una riflessione con
i lettori e le lettrici sull’argomento delle identitalie e sulla traduzione della poesia. In una sorta di Laboratorio
con un gruppo di studentesse iscritte al corso di Laurea Magistrale presso la IUSLIT dell’Università di Trieste
propone una traduzione collettiva per superare il divario che porta spesso a un fraintendimento dell’altro.
Credendo nell’importanza di avere una Stanza per gli ospiti – un luogo intimo di parole importanti e amiche –
Wadia offre, oltre ai propri testi, delle pagine di importanti versi d’autore dal mondo in movimento che le
rendono la vita meno solitaria e più incandescente.
Laila Wadia è una narrastorie, docente e traduttrice di origine indiana.
Titolo: Identitalie/Identitalies e La stanza degli ospiti/The guest room
Autrice: Laila Wadia
Edizione: Vita Activa Nuova 2024
Collana: Poiein
Pagine: 202
Prezzo: €16,00
ISBN 9791280771315

A partire da tre scrittrici coetanee, nate nel 1980, Eftychia Panayiotou, Avgi Lilli ed Erina Charalambous,
vengono individuate significative caratteristiche comuni di decine di giovani poete cipriote, che occupano un
ruolo di primo piano nella creazione letteraria, teatrale, musicale e artistica, trascendendo i limiti dei generi
tradizionali di scrittura, mescolando i linguaggi di tutte le espressioni artistiche, nonostante o forse proprio per
il fatto che vivono a Cipro, un’isola frontaliera nel Mediterraneo sud-orientale, divisa tra la parte a sud, greca,
e la parte a nord, turca, a seguito dell’occupazione del 1974. Dalla lettura dei loro testi in versi e in prosa, assai
differenti tra loro, emerge il comune filo dinamico della loro scrittura, l’originalità̀ tematica e il coraggio della
sperimentazione. Queste tre poete prendono consapevolmente le distanze dalle tematiche nazionali, e non
tirano sempre in ballo la letteratura mitologica antica. Approfondiscono una forma di ricerca più esistenziale,
vivono quotidianamente l’imperfezione del mondo. È da questo contesto che nasce una poesia dove domina
l’indagine del corpo femminile, del desiderio sessuale e dell’identità di genere. Queste poete scavano tra la
storia e i suoi pesanti fardelli, le identità̀ e le memorie, i luoghi e i miti, le divisioni personali e collettive, le
opportunità̀ perdute ma anche quelle disperatamente in attesa di essere ritrovate.
Titolo: Donne frontaliere. Tre scrittrici cipriote innovative nate nel 1980. Erina Charalambous, Avgi
Lilli, Eftychia Panayiotou
Autrice: Erina Charalambous, Avgi Lilli, Eftychia Panayiotou
Cura, traduzione poesie e prefazione: Alexandra Zambà
Edizione: Vita Activa Nuova gennaio 2025
Collana: Poiein
Pagine: 116
Prezzo: €15,00
ISBN 9791280771308

“Luce al neon” di Cinzia Colazzo è la raccolta vincitrice del Premio Internazionale di Poesia R. M. Rilke per
l’inedito, 2024. Il volume mostra la capacità, da parte dell’autrice, di trascendere i temi autobiografici, quali l’amore, l’essere donna e madre, il corpo, le memorie di vita, i gesti e gli oggetti quotidiani, in esperienza poetica originale, empatica e tecnicamente riuscita, elevando il femminile, una volta di più, a strumento di ricerca del senso contemporaneo. Colazzo, laureata in Filosofia e diplomata in Pianoforte è vissuta a lungo in Germania, prima di tornare in Italia. Le diverse esperienze sono filtrate da una acuta e sagace osservazione del vivere quotidiano, in cui si arenano e giacciono in ombra desideri e sogni non sopiti, pronti a riprendere campo all’occasione. Il tono spesso ironico e la misura della realtà non adombrano lo sguardo dell’autrice, che mette in scena diversi soggetti moltiplicanti le azioni come in un teatro di figura. Lo stile è maturo e meditato, e rivela attenzione alla musicalità della sillaba, della parola, del verso. Ne è segno, tra gli altri, il consapevole utilizzo di frammenti della lingua tedesca.