VIDEO: “Quanto costa il tempo” di Catrin Simeth

Pur non essendo più un ragazzino, confesso di mantenere nei confronti della poesia un atteggiamento per certi versi adolescenziale: non cerco nella scrittura degli altri la pulizia e la compiutezza, ma quel guizzo capace di schiudere un orizzonte interiore che altrimenti non sarei stato capace di vedere, anche a costo di doverlo cercare nell’imperfezione. Allora apprezzo spesso autori irregolari – dal punto di vista della scrittura, ovviamente, a maggior ragione quando della loro vita non so nulla – ma con picchi di visionarietà assoluta, in grado di scavare nel non-detto e di trovare un significato che forse le parole stesse non avevano mai assunto. Quando incontro una poesia con queste caratteristiche, la vivo come un regalo prezioso.
Luce al neon di Cinzia Colazzo (Vita Activa Nuova, 2024) è, appunto, un regalo. Non so nulla dell’autrice se non quello che riporta la biografia, intuisco però che da molto tempo frequenta la poesia e senza dubbio conosce le regole del gioco, quindi tutti i testi inclusi nella raccolta sono costruiti con padronanza della lingua e degli strumenti della poesia, è bene sottolinearlo e ribadirlo con forza. Ma, soprattutto, ci sono alcune vette assolute, che si concretizzano nei momenti in cui la scrittura diventa confessione impietosa, disincantata, a volte molto dura; ci sono pagine che tolgono il fiato con una bellezza non confortante ma necessaria, di quelle da rileggere così tante volte che alla fine la costola della rilegatura si sfianchi e tenga il libro socchiuso su quelle parole che si sforzano di appartenerci…
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Valentina Murrocu (Nuoro, 1992) si è laureata in Storia e Filosofia presso l’Università di Siena; insegna materie letterarie e tiene un laboratorio di poesia contemporanea in un centro diurno. È autrice dei libri di poesia “La vita così com’è” (Marco Saya 2018) e “L’altro mondo” (VAN 2023); un suo testo in prosa compare nell’antologia “L’ordine sostituito” (déclic 2024) e alcune poesie sono uscite nel primo numero della rivista cartacea “NiedernGasse” (2025). Collabora con “Poesia del Nostro Tempo” e con il blog “Recensire il mondo”.
E’ stata ospite di Contemporanei, la video–rassegna di Scrivere di Notte, a cura di Emanuela Cocco. Abbiamo chiesto agli autori contemporanei, autori di libri che ci piacciono, ci interessano, che sentiamo vicini a noi, di raccontarci con un video come hanno scritto il loro libro. In questa puntata: Valentina Murrocu

LETS – Letteratura Trieste, martedì 17 marzo alle ore 17:30, presenta Il bianco non è un colore di Licia Ugo, pubblicato da Affiori editore, un libro che attraversa la scrittura come spazio di sottrazione, soglia e possibilità.
Nel suo lavoro, Licia Ugo indaga il bianco non come assenza, ma come campo attivo: una materia che accoglie, trattiene, espone. La parola si muove in equilibrio tra silenzio e visibilità, tra ciò che viene detto e ciò che resta in sospensione. Il testo si costruisce per frammenti, pause, fenditure, interrogando il linguaggio nella sua capacità di nominare e, insieme, di mancare.
Il bianco non è un colore si inserisce in una ricerca poetica e concettuale che mette in discussione le categorie della percezione e della rappresentazione. Il libro invita il lettore a un’esperienza di ascolto e di attenzione, in cui la scrittura diventa gesto, traccia, residuo. Non una narrazione lineare, ma un percorso che chiede tempo, prossimità, attraversamento.
La presentazione del volume sarà affidata a Gabriella Musetti, poetessa e critica letteraria, in dialogo con l’autrice, e sarà occasione per riflettere sul rapporto tra parola e vuoto, tra scrittura e spazio, in relazione alle pratiche contemporanee della letteratura e dell’arte. Introdurrà la conversazione Alessandra Sirugo, referente del Sistema Bibliotecario Giuliano.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
Licia Ugo è nata in Australia da genitori esuli dell’Istria-Dalmazia e vive in Italia da molti anni. Dopo gli studi in Scienze Politiche all’Università di Bologna, ha lavorato a lungo nelle relazioni istituzionali e nella organizzazione di mostre d’arte. Trasferitasi a Roma negli anni ’90, è diventata giornalista professionista, collaborando con la RAI come programmista-regista, realizzando servizi e documentari spesso legati a temi sociali. Fin da giovane si è dedicata alla scrittura: ha pubblicato racconti, poesie e testi in antologie collettive, ottenendo riconoscimenti in concorsi letterari. Il suo primo libro, L’onnivoro e altri racconti (Edizioni del Girasole, 1996), ha vinto il premio “Spazio Donna”. Il bianco non è un colore è il suo romanzo più recente, una narrazione che intreccia esperienza di vita, sensibilità poetica e impegno civile.
Potete leggere l’articolo originale qui.





In questa nuova edizione del volume, arricchita da numerosi contenuti, Marta Albertini, pronipote di Lev Tolstoj, ricostruisce le figure della bisnonna Sof’ja Andreevna, della nonna Tat’jana L’vovna Tolstaja e della madre Tat’jana Michajlovna Suchotina, nipote prediletta del grande scrittore, andata sposa a Leonardo Albertini, figlio di Luigi Albertini, fondatore e direttore del Corriere della Sera.
Il volume fa rivivere una genealogia femminile a lungo ignorata e la riporta in vita, attraverso documenti inediti, con le parole delle stesse protagoniste. È molto più della ricostruzione di una storia familiare, perché oltre alle protagoniste femminili molte altre figure della famiglia Tolstoj e del suo entourage vengono tratteggiate con una vivacità documentata e insolita, e viene illuminato da una luce inedita lo stesso Tolstoj.
Non può non addentrarsi, infine, nella tormentata storia della Rivoluzione russa, così strettamente intrecciata al pensiero e alla vita di Tolstoj e alla diaspora della famiglia; ma ce la mostra – questo è un valore ulteriore – attraverso gli aspetti più quotidiani, nascosti e minuti, quelli che toccano e complicano la vita delle persone comuni.
Con lo stesso spirito vengono tracciati alcuni aspetti della famiglia Albertini-Giacosa, a cui l’autrice appartiene attraverso il ramo paterno. Ha inoltre il merito di avvicinare a tutto questo con un linguaggio coinvolgente e acuto, trascinando chi legge nell’itinerario partecipato dell’autrice, che si accosta a questi ricordi con emozione, profondità psicologica, affettuosa pietas e, al tempo stesso, con lo spigliato brio e l’ironia garbata che sono proprie della migliore tradizione della memorialistica di stampo francese. È corredato da un ricco album fotografico di immagini relative alle famiglie Tolstoj e Albertini.
Autrice: Marta Albertini
Titolo: Una genealogia ritrovata. La moglie, la figlia e la nipote di Tolstoj si raccontano
Introduzione, cura e traduzione: Laura Ricci
Nuova Edizione: Vita Activa Nuova 2026
Collana: Tracce
Pagine: 344
Prezzo: € 22,00
ISBN 9 791280771414

Gabriella Taddeo su RaiNews parla della proposta di legge del governo per abolire i Consiglieri di paritá.
“Sulla proposta di legge del governo, ora in discussione alla Camera, per abolire i Consiglieri di parità in favore di un unico organo nazionale che si occupi di tutte le discriminazioni interviene Gabriella Taddeo, esperta d’informatica, ha lavorato quarant’anni in Insiel. Negli anni ’90 membro della prima Commissione regionale pari opportunità come rappresentante delle associazioni. Successivamente ha ricoperto il ruolo di Consigliera di Parità del territorio di Trieste, dal 2010 al 2018, per due mandati, durante i quali ha gestito quasi 400 casi di discriminazione sul posto di lavoro. Oggi è presidente della casa editrice Vita Activa Nuova.
Si perde valore o si acquisisce le chiediamo? “Si perde moltissimo valore, perché si perde la specialità della competenza. Si parla tanto di merito, ma non si può essere onni-competenti su tutti i problemi di ciascuna categoria che dovrebbe essere protetta. Parliamo delle donne sul posto di lavoro che subiscono discriminazioni, parliamo di donne migranti che subiscono la doppia discriminazione, parliamo di disabili e fasce deboli. Raggruppare tutto in un organismo ad alto livello non dà quelle garanzie che persone competenti, sia pur lavorando in coordinamento, dovrebbero in qualche modo garantire””
Potete leggere l’articolo nella sua interezza e il video dell’intervista sul sito di Rainews.

Venerdì 6 marzo 2026 su Quarta di copertina si parla di Parole tra i luoghi!
“Venerdì sera torna Quarta di copertina, il settimanale di TV Capodistria che continua a esplorare il presente attraverso libri, idee e protagonisti della cultura. La nuova puntata propone un percorso articolato tra editoria, studi sulla traduzione e musica d’arte.
[…]Il viaggio prosegue a Trieste, dove la seconda Fiera dell’Editoria Parole tra i luoghi ha animato la Sala Xenia con editori, studiosi e operatori culturali. Al centro del dibattito, la traduzione come pratica viva di convivenza e crescita condivisa. Particolarmente significativa la lectio magistralis della studiosa Sherry Simon, che ha definito Trieste un vero translation site, una città in cui le lingue producono una “musica di contatto” capace di rivelare fratture, riconciliazioni e stratificazioni storiche.
Tra gli interventi anche quello della docente Sergia Adamo, che ha sottolineato il ruolo della fiera come spazio di incontro tra discipline e comunità, mentre il contributo del Centro PEN sloveno — con la presidente Tanja Tuma e la docente Vesna Mikolič — ha ribadito l’importanza della traduzione letteraria nella costruzione di ponti culturali tra italiani e sloveni.”
Potete trovare l’articolo completo qui.
Potete vedere la puntata a questo link, oppure qui sotto. Dal minuto 13:48 si parla di Parole tra i Luoghi!
Foto: Massimoa Premuda e Luisa Antoni, Foto: TV Koper-Capodistria

Sul numero 119 della rivista IL PONTE ROSSO, Luciana Amato recensisce Quanto costa il tempo di Catrin Simeth.
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