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Una genealogia ritrovata su Il Piccolo del 20.05.2026

Una genealogia ritrovata. Ricordi della famiglia Tolstoj

Memorie

Un libro in cui la Russia e l’Italia s’intrecciano a partire dall’incontro fra due famiglie, da un lato quella di uno dei più grandi scrittori nella storia della letteratura, dall’altra quella di una “dinastia” del giornalismo italiano. Domani alle 17.30 all’Antico Caffè San Marco presentazione della nuova edizione del volume “Una genealogia ritrovata. La moglie, la figlia e la nipote di Tolstoj si raccontano” (Vita Activa Nuova, Trieste 2026, pagg. 344, euro 22): sarà presente l’autrice, Marta Albertini, pronipote del grande scrittore russo e nipote di Luigi Albertini, fondatore e direttore del Corriere della Sera. “Mia nonna, la seconda figlia di Leone Tolstoj, si chiamava Tat’jana L’vovna Tolstaja. Mia madre, che era figlia unica, aveva lo stesso nome e si chiamava Tat’jana Michajlovna Suchotin. Ho trascorso a Roma, accanto a loro, la mia infanzia e la mia adolescenza, sapendo poco o nulla della nostra famiglia. Entrambe, infatti, avevano scelto inconsciamente – o forse no – di stendere un velo sul passato, dato che era probabilmente troppo pesante di ricordi”. Il libro in cui Marta Albertini, pronipote di Lev Tolstoj, ricostruisce le figure della bisnonna Sof’ja Andreevna, della nonna Tat’jana L’vovna Tolstaja e della madre Tat’jana Michajlovna Suchotina, nipote prediletta del grande scrittore, sposatasi con Leonardo Albertini-Giacosa, a cui l’autrice appartiene attraverso il ramo paterno. Ha inoltre il merito di avvicinare a tutto questo con un linguaggio coinvolgente e acuto, trascinando chi legge nell’itinerario partecipato dell’autrice, che si accosta a questi ricordi con emozione, profondità psicologica, affettuosa pietas e, al tempo stesso, con lo spigliato brio e l’ironia garbata che sono proprie della migliore tradizione della memorialistica di stampo francese. Domani l’autrice e la curatrice e traduttrice Laura Ricci dialogheranno con Gabriella Musetti, direttrice editoriale di Vita Activa Nuova, la casa editrice che ha ripubblicato l’opera arricchendola di documenti inediti e di un ricco album dedicato alle famiglie Tolstoj ed Albertini.

L’AUTRICE
Marta Albertini è pronipote dello scrittore e nipote di Luigi Albertini.

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Fine della biologia di Sergio Rotino su Margutte

Dalla postfazione di Luciano Mazziotta

Gadda lo chiamava “male oscuro”, quel male che ci si porta dentro “per tutto il fulgorato scoscendere d’una vita” e di cui le scienze continuano a ignorare le cause. Berto avrebbe utilizzato questo sintagma per intitolare il suo capolavoro di indagine sulla propria psiconevrosi. Di Ruscio, d’altra parte, non lo avrebbe neppure aggettivato. Per lui “Non era un male misterioso che ci perseguitava/era semplicemente il male”. Nell’interstizio tra questi mondi forse incomunicabili, tra Gadda, Berto e Di Ruscio, si potrebbe collocare questa raccolta di Sergio Rotino […]. È un altro il soggetto cui dà voce l’autore, ma è un altro vicino a sé, un «marchio-ferita/padre/quel che vi pare». È l’alterità che definisce la psiche, la scrittura, il dolore dell’io lirico, per quanto questo io si nasconda nel libro, inganni e talvolta si sotterri. Perché questo di certo non è un libro lirico, ma è un libro in cui l’io – nascosto – segue e registra, come un’ombra o molto più precisamente come un figlio accanto al degente in una corsia d’ospedale, il decorso del suo soggetto. L’io è regista e obiettivo della telecamera: sappiamo che c’è, ma fingiamo che non esista, come se il suo occhio venisse a coincidere con il nostro.

Potete leggere tutto l’articolo sul sito ufficiale di Margutte.

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“Piccoli incendi sul lago” di Tiziana Prelati: recensione di Elisa Lucchesi su Elibri_Editoria

Piccoli incendi sul lago, vite comuni che bruciano

Lontananze affettive, assenze da elaborare.

Il passato che torna a bussare, gli oggetti che trattengono tracce di vita.

Amori che stringono troppo, ferite mute, verità mai confessate.

Disorientamento emotivo, frammenti di memoria, vecchie ingiustizie che non si sono mai estinte.

La paura sottile di perdere chi si ama, l’incapacità di lasciar andare chi non c’è più.

In Piccoli incendi sul lago, Tiziana Prelati compie un gesto discreto e potentissimo: scosta le tende delle case, quelle che proteggono l’intimità, e si affaccia dentro per ascoltare il respiro sommesso delle vite che abitano stanze ordinarie, a volte ingombre di memorie, a volte svuotate da assenze.

Le sue storie si muovono tra cucine spente, bagni con vasche in attesa, camere disabitate.

Sono questi gli spazi dove le emozioni si depositano, come polvere, senza far rumore.

Ma dentro, qualcosa brucia.

Ogni racconto è un piccolo rogo invisibile.

Non ci sono fiamme alte, ci sono invece scintille di verità taciute, silenzi che scottano, colpi bassi della vita che si sopportano in silenzio.

Sono donne e uomini comuni, quelli di cui nessuno scrive mai.

Madri, figlie, badanti, mariti, vicine, nipoti, coinquiline.

Per continuare a leggere, clicca qui.

L’immagine é di proprietá di ©ElisaLucchesi.

Potete seguire Elisa Lucchesi su FB e IG.

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RECENSIONE: “Il ballo delle gru” su La poesia e lo spirito

Su La poesia e lo spirito, Giselda Pontesilli recensisce Il ballo delle gru di Roberto Dedenaro.

Pontesildi scrive:

“C’è una sommessa “coralità” nelle poesie, sempre attentamente sorvegliate, mai passibili di retorica che compongono Il Ballo delle gru, recente libro del poeta triestino Roberto Dedenaro.
[…] L’orizzonte inscurito è il nostro orizzonte storico, epocale: per questo! è inscurito e “non si distingue più”.
Infatti, se fosse l’orizzonte naturale, crepuscolare, serale, non ci sarebbero in esso “case senza più finestre illuminate”, “case senza forma”, e “i corpi che da qualche dove dentro a quelle case senza forma stanno”.
Al contrario: le case sarebbero, naturalmente, abitate, illuminate, animate da persone, da voci… Invece sono buie, e strane fredde luci “ne scandagliano i profili” informi, lo “spessore di silenzio” che “sale come una domanda”…

Potete leggere tutta la recensione qui.

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Recensione di Ernestina Pellegrini a “Un giorno” di Monica Sarsini su Il Portolano, n. 118-119

Sul numero 118-119 de Il Portolano, periodico trimestrale di letteratura, dedicato al grande scrittore Franz Kafka, Ernestina Pellegrini, comparatista dell’Universitá di Firenze offre una ricca lettura del romanzo di Monica Sarsini, Un giorno.

Scrive Pellegrini:

“La scrittrice sembra fare come il baco da seta, che si avvolge dentro il bozzolo del filo di seta che sta producendo. C’è ritorno, insistenza, un respiro ostinato, sorgivo, incontrollato, che si serve del meccanismo continuo della digressione, del saltar di palo in frasca, dell’aprire continue parentesi che tessono storie dentro storie, che rompono la progressione temporale creando un effetto bellissimo di bassorilievo, in cui tutto è presente e contemporaneo.”

Potete scaricare il pdf a questo link, o leggere la recensione qui sotto:

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Recensione a KATA NESIBA su L’Indice dei libri del mese

Su L’Indice dei libri del mese, Marjia Mitrović scrive una bellissima recensione a Kata Nesiba. Storia autentica e illustrata di una prostituta di Belgrado e delle sue lotte per far valere i propri diritti costituzionali 1830-1851 di Ivan Janković, tradotto per noi da Manuela Orazi.

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Poesie e storie di emigrazione al SaloneOFF

Siamo felici di poter dire di essere presenti anche al Salone del libro di Torino #22.
Durante la rassegna eventi della Fiera del libro, sabato abbiamo avuto il piacere di organizzare un incontro con Concorso letterario nazionale Lingua Madre alla Libreria Trebisonda per presentare il nostro volume Confine donna. Poesie e storie di emigrazione di Silvia Rosa ed edito da noi, Vita Activa Nuova (VAN) editrice.

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