
Piccoli incendi sul lago, vite comuni che bruciano
Lontananze affettive, assenze da elaborare.
Il passato che torna a bussare, gli oggetti che trattengono tracce di vita.
Amori che stringono troppo, ferite mute, verità mai confessate.
Disorientamento emotivo, frammenti di memoria, vecchie ingiustizie che non si sono mai estinte.
La paura sottile di perdere chi si ama, l’incapacità di lasciar andare chi non c’è più.
In Piccoli incendi sul lago, Tiziana Prelati compie un gesto discreto e potentissimo: scosta le tende delle case, quelle che proteggono l’intimità, e si affaccia dentro per ascoltare il respiro sommesso delle vite che abitano stanze ordinarie, a volte ingombre di memorie, a volte svuotate da assenze.
Le sue storie si muovono tra cucine spente, bagni con vasche in attesa, camere disabitate.
Sono questi gli spazi dove le emozioni si depositano, come polvere, senza far rumore.
Ma dentro, qualcosa brucia.
Ogni racconto è un piccolo rogo invisibile.
Non ci sono fiamme alte, ci sono invece scintille di verità taciute, silenzi che scottano, colpi bassi della vita che si sopportano in silenzio.








