
In questa nuova edizione del volume, arricchita da numerosi contenuti, Marta Albertini, pronipote di Lev Tolstoj, ricostruisce le figure della bisnonna Sof’ja Andreevna, della nonna Tat’jana L’vovna Tolstaja e della madre Tat’jana Michajlovna Suchotina, nipote prediletta del grande scrittore, andata sposa a Leonardo Albertini, figlio di Luigi Albertini, fondatore e direttore del Corriere della Sera.
Il volume fa rivivere una genealogia femminile a lungo ignorata e la riporta in vita, attraverso documenti inediti, con le parole delle stesse protagoniste. È molto più della ricostruzione di una storia familiare, perché oltre alle protagoniste femminili molte altre figure della famiglia Tolstoj e del suo entourage vengono tratteggiate con una vivacità documentata e insolita, e viene illuminato da una luce inedita lo stesso Tolstoj.
Non può non addentrarsi, infine, nella tormentata storia della Rivoluzione russa, così strettamente intrecciata al pensiero e alla vita di Tolstoj e alla diaspora della famiglia; ma ce la mostra – questo è un valore ulteriore – attraverso gli aspetti più quotidiani, nascosti e minuti, quelli che toccano e complicano la vita delle persone comuni.
Con lo stesso spirito vengono tracciati alcuni aspetti della famiglia Albertini-Giacosa, a cui l’autrice appartiene attraverso il ramo paterno. Ha inoltre il merito di avvicinare a tutto questo con un linguaggio coinvolgente e acuto, trascinando chi legge nell’itinerario partecipato dell’autrice, che si accosta a questi ricordi con emozione, profondità psicologica, affettuosa pietas e, al tempo stesso, con lo spigliato brio e l’ironia garbata che sono proprie della migliore tradizione della memorialistica di stampo francese. È corredato da un ricco album fotografico di immagini relative alle famiglie Tolstoj e Albertini.
Autrice: Marta Albertini
Titolo: Una genealogia ritrovata. La moglie, la figlia e la nipote di Tolstoj si raccontano
Introduzione, cura e traduzione: Laura Ricci
Nuova Edizione: Vita Activa Nuova 2026
Collana: Tracce
Pagine: 344
Prezzo: € 22,00
ISBN 9 791280771414


Ivana Suhadolc, giornalista RAI a Ts, Venezia e Roma scrive di sua madre (Graziella, Krasulja), che ebbe una fitta corrispondenza, insieme a Rita, con Biagio Marin, loro professore e figura di riferimento culturale. È una educazione sentimentale e un intreccio di relazioni in cui il periodo storico e il tema italiani/sloveni sul territorio, si mescolano con diversi sguardi sulla crescita delle due ragazze, i rapporti umani e affettivi con il poeta e tra di loro, le ambiguità e le problematiche del tempo. È un lungo memoir della figlia che intende ricostruire la figura della madre, tra le migliaia di lettere e foto di lei e di Rita in suo possesso, e che sta donando alla Biblioteca di Grado. Nella primavera del 1942 accade un piccolo miracolo: “tutto fu un dono, il dono del paradiso,” scriverà Biagio Marin. Per Rita, la Rondine, e Graziella, la Pernice, inizia un’amicizia che durerà tutta la vita; per Rondine e Marin una storia d’amore che proseguirà per 26 anni. I rapporti tra i due amanti e Pernice resistono anche nel travagliato dopoguerra della Venezia Giulia lacerata dagli odi etnici, e questo nonostante Graziella – si scopre – sia slovena, in realtà si chiami Krasulja e sposi uno sloveno. Marin si sente tradito e tuona: “Anche tu sei responsabile del male, che per il piatto di lenticchie hai rinunciato alla primogenitura della superiore cultura.” Poi a prevalere sarà la sua generosità. Alla fine Krasulja si ammalerà di Alzheimer, ma la figlia riuscirà lo stesso a intuire la grazia della sua vita, avvalendosi delle testimonianze di Rita e delle lettere e poesie di Marin. La ricerca la porterà a trovare il linguaggio delle emozioni, il solo che ci aiuta ad ascoltare e rispettare, anche nelle terre di frontiera, le storie degli altri.
