

Ecco alcuni scatti della serata:



Ecco alcuni scatti della serata:



Racconti vincitori e selezionati del Concorso di narrativa breve Sorellanze, indetto nel 2025 da Lìbrati, Libreria delle Donne di Padova. Il tema della sorellanza ha come aggancio una frase di Luce Irigaray: «È necessario dunque dar vita a un ordine etico fra donne, il quale avrà almeno due dimensioni, una verticale nella linea genealogica madre-figlia, e una orizzontale, quella ben nota della sorellanza»
(Etica della differenza sessuale, 1984).
Tra rispecchiamenti e distanze, la sorellanza si rivela come un filo che può unire o separare. In questa tensione sottile si intrecciano affinità e divergenze, amicizie e conflitti, prossimità e lontananze. È un territorio comune dove si gioca la relazione — fragile, mutevole, trasformativa. Le storie qui raccolte esplorano i sentimenti luminosi e oscuri della sorellanza: l’amore, la cura, le rivalità e le differenze tra donne da celebrare come matrici di creatività e immaginazione.
Titolo: Sorellanze
Cura di: Barbara Buoso e Ilaria Durigon
Introduzione: Ivana Margarese
Edizione: Vita Activa Nuova, Trieste 2025
Collana: La rosa dei venti
Pagine: 128
Prezzo: € 15,00
ISBN 9791280771391

Dedicare una manifestazione al tema della TRADUZIONE è un atto di pace, di rispetto reciproco per le culture altre, per creare un tessuto generativo di confronto alla pari e un’occasione di scambio di conoscenze e crescita comune, indispensabile per la pacifica convivenza in terre di confine e ancor più prezioso in un momento in cui soffiano venti di guerra. Sono le donne, spesso, a dedicarsi con competenza, passione e sensibilità a questa importante opera, professioniste plurilingue che lavorano dietro le quinte, con rispetto, dedizione e totale empatia con autori e autrici, confrontandosi con l’impatto che, anche in questa disciplina, comporta l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale, ancora imperfetti e scarsamente regolamentati. Un settore, quello della traduzione, in profondo cambiamento, dove l’IA può essere un efficace strumento se governato con abilità, consapevolezza e spirito critico dall’essere umano.


Care lettrici e cari lettori,
Settembre è arrivato carico di novità editoriali e di un grande ritorno! Un evento imperdibile per gli amanti della cultura. Ecco cosa vi aspetta nelle prossime settimane!
Catrin Simeth – Quanto costa il tempo
Postfazione di Giulio Mozzi
In libreria dal 10 settembre. La presentazione si é tenuta il 25 settembre alla Minerva, Libreria di Trieste, a cura di Valerio Fiandra e Giulio Mozzi.
Il primo romanzo della gastroenterologa triestina Catrin Simeth ci porta in un viaggio tra spazio e tempo. Insieme alla sorella, la voce narrante torna nel villaggio natale in Baviera, mescolando ricordi personali e storie della comunità prima, durante e dopo l’ascesa e la disfatta del nazismo. Un libro innovativo, che esplora il costo del tempo e della memoria, tra vicende individuali e collettive viste dalla gente comune.
Roberto Dedenaro – Il ballo delle gru
Postfazione di Elvio Guagnini
In libreria dal 15 settembre. La presentazione ha avuto luogo il 24 settembre alla libreria Ubik con Miran Košuta, docente all’Università di Trieste. Dopo vent’anni, Dedenaro ritorna alla poesia con un libro intenso e profondo.
Il Carso, il confine, la gente comune che vive sui confini e mescola lingue: ogni poesia è uno sguardo attento sul mondo, sul tempo e sui cambiamenti della miscrostoria.
Ivana Suhadolc – Rondine e Pernice
In libreria dal 17 settembre, è stato presentato a PordenoneLegge lo stesso giorno.
Un memoir familiare e culturale che intreccia storia e affetti. Ivana Suhadolc ricostruisce la figura della madre Graziella (Krasulja) attraverso lettere, fotografie e ricordi condivisi con Rita, l’amica di una vita. Tra educazione sentimentale, una fitta corrispondenza con il poeta Biagio Marin, mentore e amico di entrambe, emerge un racconto intenso, che fa emergere anche conflitti e diffidenze tra italiani e sloveni nel dopoguerra.
Willy Dias – Viaggio nel tempo
In libreria da fine settembre. Data e luogo della presentazione in definizione.
Un anticipo di alcuni brani saranno letti il 6 ottobre, in Sala Xenia, tra gli eventi fieristici, a cura del Gruppo Le VOCI. Torna in libreria il libro autobiografico di Willy Dias, una vita vissuta tra Trieste, Gorizia e Genova, raccontata con ironia, lucidità e taglio critico. Un affresco vivace e arguto della storia, dei personaggi e delle responsabilità pubbliche di un’epoca osservata da una donna intelligente.
Sergio Rotino – Fine della biologia
In libreria da fine settembre. Questa raccolta poetica di Sergio Rotino accoglie testi scritti in diversi tempi e accompagna l’autore da molti anni, seguendo una sorta di fil rouge sotterraneo ma periodicamente emergente come «traccia mnestica», con tutte le dovute cautele riguardanti l’operatività della memoria. Anche il titolo può dare adito a letture differenti: fine come conclusione, chiusura definitiva di un rapporto, o finalità dello stesso.

Dal 4 al 6 ottobre, presso la Sala Xenia della Comunità Greco – Orientale di Trieste, torna la Fiera dell’Editoria Transfrontaliera e del Mediterraneo, anche quest’anno dedicata alla Traduzione.
Tra gli ospiti, Sherry Simon, esperta mondiale di studi femministi sulla traduzione, e numerosi editori del Friuli-Venezia Giulia, della Slovenia, del mondo ellenico.
Nel corso dell’esposizione sono in programmazione oltre 20 eventi relativi a incontri, letture, presentazioni di libri e 4 dibattiti a ‘Tema’, con autorevoli ospiti internazionali. Ve li anticipiamo.
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Giovedì 2
ottobre 18:00 – 19:30 |
FORUM ‘Traduzione & A.I. in Editoria’ Antico Caffè San Marco, Trieste L’incontro verterà sui metodi di interazione con l’intelligenza artificiale nell’ambito della traduzione letteraria da parte di autori e editori, inoltre getterà uno sguardo sulla normativa che regola il suo utilizzo nell’editoria in generale. Partecipano Francesca Novajra, presidente del Consiglio Europeo delle Associazioni dei Traduttori Letterari, Luka Novak, presidente dell’Organizzazione Slovena degli Editori e degli Autori per i Diritti di Riproduzione e Cecilia Velenzuela, giornalista e già assistente linguistica presso il C.L.A. della Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste. Modera Martina Kafol, direttrice di Editoriale Stampa Triestina. |
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Sabato 4
ottobre
18:30 – 19:40 |
LECTIO MAGISTRALIS con SHERRY SIMON Distinguished Prof. Emerita Université Concordia (Canada) Episodi nella vita di città linguisticamente divise: MONTREAL, BARCELLONA, PRAGA, TRIESTE Sala Xenia, Trieste LECTIO MAGISTRALIS di SHERRY SIMON –
«Episodes in the life of linguistically divided cities: MONTREAL, BARCELLONA, PRAGA, TRIESTE». Un’analisi comparata di diverse città che hanno vissuto episodi di conflitto linguistico nel XX secolo e hanno dato origine ai più grandi capolavori della letteratura modernista (in inglese con sottotitoli italiani) Introducono Sergia Adamo e Francesca D’Alessio (Università di Trieste) |
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Domenica 5
ottobre 10:30 – 11:45 |
FORUM – La traduzione contemporanea della poesia. Sala Xenia, Trieste Partecipano: Laila Wadia (scrittrice, traduttrice), Miha Obit (poeta, traduttore), Alexandra Zambà (poeta, traduttrice), Marjiana Šutić (poeta, traduttrice), Elisabeth Faller (poeta, traduttrice); modera Christopher Whyte (poeta, traduttore) |
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Lunedì 6
ottobre 18:30 – 19:40
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FORUM Donne letteratura guerra. Uno sguardo sulla realtà presente e l’uso dei linguaggi. Sala Xenia, Trieste Partecipano: Yaryna Grusha (giornalista ucraina) e Farian Sabahi (giornalista italo iraniana), Sarah Kaminski (Università di Torino, esperta di letteratura ebraica) e Monica Rocco, Prof. Ordinaria di lingua e letteratura araba Università di Napoli “L’Orientale” |
Restate con noi per aggiornamenti su presentazioni, incontri con autori e autrici e approfondimenti sui nostri titoli!
Vita Activa Nuova

Questa raccolta poetica di Sergio Rotino accoglie testi scritti in diversi tempi e accompagna l’autore da molti anni, seguendo una sorta di fil rouge sotterraneo ma periodicamente emergente come «traccia mnestica», con tutte le dovute cautele riguardanti l’operatività della memoria. Si configura come una scelta di ordinamento di materiali difficili e pregnanti in complesso equilibrio, non a caso le prime parole del testo iniziale, «aprire la pandetta ci tocca», fanno emergere un desiderio di ordine e registrazione, un compito, finalmente, da portare avanti in questo preciso tempo. Non è un lavoro soltanto ordinativo, si avvertono le incertezze del percorso, le problematicità dell’operazione. Anche il titolo: Fine della biologia, può dare adito a letture differenti: fine come conclusione, chiusura definitiva di un rapporto, o finalità dello stesso. E si tratta, evidentemente, della radicalità dell’essere umano maschile nei suoi rapporti interiorizzati con la struttura archetipica del pater/patria nella concezione estesa del lemma. Un tema arduo, che l’autore affronta in numerosi passaggi per circoscrivere il lascito ricevuto, e pervenire a «comporre un addio lungo, faticoso, ma definitivo», che può consentire al soggetto una autonomia cosciente.
Titolo: Fine della biologia
Autore: Sergio Rotino
Postfazione: Luciano Mazziotta
Collana: Poiein
Edizione: Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 108
Prezzo: € 15.00
ISBN 9791280771360

Roberto Dedenaro ritorna alla poesia dopo 19 anni, con un libro efficace e profondo che riprende i suoi temi pregnanti: il Carso e il rapporto con la varietà del paesaggio, lo sguardo attento rivolto alle cose anche minime, l’osservazione dell’umanità che vive sui confini, le lingue diverse che si intrecciano nella vita quotidiana, il tempo e i cambiamenti nelle relazioni umani e nella natura. Con ironia e sguardo partecipativo racconta il territorio in cui vive mostrandone le contraddizioni, i drammi della storia, i miti che sembrano radicati nelle culture antiche, le aspettative della gente comune che condivide uno spazio ricco di sfumature vive e distanze lessicali che aprono all’abbondanza delle percezioni. La sua non è una poesia prettamente emozionale ma si muove sul piano della conoscenza, dell’indagine accurata e della distanza necessaria al compito critico. Eppure il tono è domestico per la lunga frequentazione, la parola risulta efficace nelle riflessioni esistenziali che connotano una condizione umana condivisa oltre le differenze, la marginalità dei territori si fa centro negli spazi vissuti e nelle relazioni che vivono tra le differenze, come in nuove dimensioni e attitudini dell’abitare.
Titolo: Il ballo delle gru
Autore: Roberto Dedenaro
Postfazione: Elvio Guagnini
Fascetta di copertina verticale: Davide Marchionni
Collana: Poiein
Edizione Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 96
Prezzo: € 12.00
ISBN9791280771377

Ivana Suhadolc, giornalista RAI a Ts, Venezia e Roma scrive di sua madre (Graziella, Krasulja), che ebbe una fitta corrispondenza, insieme a Rita, con Biagio Marin, loro professore e figura di riferimento culturale. È una educazione sentimentale e un intreccio di relazioni in cui il periodo storico e il tema italiani/sloveni sul territorio, si mescolano con diversi sguardi sulla crescita delle due ragazze, i rapporti umani e affettivi con il poeta e tra di loro, le ambiguità e le problematiche del tempo. È un lungo memoir della figlia che intende ricostruire la figura della madre, tra le migliaia di lettere e foto di lei e di Rita in suo possesso, e che sta donando alla Biblioteca di Grado. Nella primavera del 1942 accade un piccolo miracolo: “tutto fu un dono, il dono del paradiso,” scriverà Biagio Marin. Per Rita, la Rondine, e Graziella, la Pernice, inizia un’amicizia che durerà tutta la vita; per Rondine e Marin una storia d’amore che proseguirà per 26 anni. I rapporti tra i due amanti e Pernice resistono anche nel travagliato dopoguerra della Venezia Giulia lacerata dagli odi etnici, e questo nonostante Graziella – si scopre – sia slovena, in realtà si chiami Krasulja e sposi uno sloveno. Marin si sente tradito e tuona: “Anche tu sei responsabile del male, che per il piatto di lenticchie hai rinunciato alla primogenitura della superiore cultura.” Poi a prevalere sarà la sua generosità. Alla fine Krasulja si ammalerà di Alzheimer, ma la figlia riuscirà lo stesso a intuire la grazia della sua vita, avvalendosi delle testimonianze di Rita e delle lettere e poesie di Marin. La ricerca la porterà a trovare il linguaggio delle emozioni, il solo che ci aiuta ad ascoltare e rispettare, anche nelle terre di frontiera, le storie degli altri.
Titolo: Rondine e Pernice
Autrice: Ivana Suhadolc
Collana: Tracce
Edizione: Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 296
Prezzo: € 20.00
ISBN9791280771384

Incontro con Ivana Suhadolc. Presenta Gabriella Musetti.
Si tratta della storia di due giovani maestre, una italiana e una slovena, carissime amiche, che hanno una lunga corrispondenza affettuosa ed educativa con Biagio Marin, loro maestro e mentore. Il libro è scritto dalla figlia della ragazza slovena, Krasulja (Graziella) amica di Rita, ed è una di riconciliazione con la madre, una discesa a scoprire la sua vita, la giovinezza di lei negli anni turbolenti della fine guerra, con i contrasti tra italiani e sloveni, e la figura di Marin, punto di riferimento e vero baricentro della crescita delle due giovani.
Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale di Pordenonelegge.


Quanto costa il tempo è il racconto di un viaggio dell’autrice nello spazio e nel tempo. La voce narrante torna assieme alla sorella nel luogo che ha dato i natali a entrambe e che si rivela un inedito palcoscenico in cui si mescolano ricordi personali e narrazioni che riguardano altri protagonisti delle vicende storiche e umane di un piccolo villaggio della Baviera prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. Vertiginosi flash back evocano fantasmi di un tempo che rimane e che ha un suo costo personale e collettivo non ancora del tutto saldato. Ne nasce un’eredità sentimentale, nella sua accezione forte, e di memoria, che l’autrice ha voluto dedicare ai suoi figli. «Mia nonna aveva una fantasia incredibile, che, assieme alla sua patologica pulsione a dire bugie, ne faceva una narratrice straordinaria», dice la voce narrante nelle prime pagine.
«Quanto costa il tempo è un libro di memoria, cioè un libro che ha la forma stessa della memoria; e la forma della memoria è la forma dell’affabulazione, con tutti i suoi andirivieni e le sue ramificazioni, i suoi vuoti e le sue evidenze ingiustificate.»
(dalla postfazione di Giulio Mozzi)
Titolo: Quanto costa il tempo
Autrice: Catrin Simeth
Postfazione: Giulio Mozzi
Collana: La rosa dei venti
Edizione: Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 120
Prezzo: € 15,00
ISBN 9 791280 771353

Parte uno: poesie bilingue (con testo inglese a fronte) sul tema delle identitalie scritte dall’autrice. Parte due:
una piccola antologia di poesie di poeti e poetesse del mondo in movimento (in inglese o in italiano). L’identità
è un tema affascinante e spinoso. Come affrontarla con profonda serenità? Come condensarla in pillole di facile
comprensione per le giovani generazioni? Laila Wadia, indiana di origine, ma triestina per elezione, cerca di
usare la sintesi della poesia e l’impegno plurale della traduzione per proporre un dibattito e una riflessione con
i lettori e le lettrici sull’argomento delle identitalie e sulla traduzione della poesia. In una sorta di Laboratorio
con un gruppo di studentesse iscritte al corso di Laurea Magistrale presso la IUSLIT dell’Università di Trieste
propone una traduzione collettiva per superare il divario che porta spesso a un fraintendimento dell’altro.
Credendo nell’importanza di avere una Stanza per gli ospiti – un luogo intimo di parole importanti e amiche –
Wadia offre, oltre ai propri testi, delle pagine di importanti versi d’autore dal mondo in movimento che le
rendono la vita meno solitaria e più incandescente.
Laila Wadia è una narrastorie, docente e traduttrice di origine indiana.
Titolo: Identitalie/Identitalies e La stanza degli ospiti/The guest room
Autrice: Laila Wadia
Edizione: Vita Activa Nuova 2024
Collana: Poiein
Pagine: 202
Prezzo: €16,00
ISBN 9791280771315