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Il mare dentro i linguaggi – Prospettive di linguaggi mobili

arole tra i Luoghi ha iniziato il suo viaggio!
Con ‘Il mare dentro i linguaggi – Prospettive di linguaggi mobili’ abbiamo aperto uno spazio di confronto che ha ben anticipato lo spirito della Fiera. È stato un primo momento pubblico capace di restituirci tutta la vitalità del progetto e di accompagnarci verso i prossimi appuntamenti.
Ora ci prepariamo alla conferenza stampa del 12 ottobre e poi all’apertura ufficiale della Fiera, il 16 ottobre.
Vi aspettiamo!🗣️🌊🤍
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VAN a Pordenonelegge

Che appuntamento è stato, quello a Pordenonelegge!
“Sillabario del silenzio” ha trovato restituzione in una forma rara: quella di un incontro in cui più voci del libro hanno potuto finalmente ritrovarsi dal vivo.
Le autrici, Cinzia Marulli, Silvia Rosa e Alexandra Zambà, con la partecipazione di Monica Guerra e Anna Tabbia, hanno attraversato insieme il racconto del lavoro nato da un’idea di Silvia Rosa e costruito attraverso sette scritture epistolari.
Al centro, il tentativo di dare parola a ciò che troppo spesso resta chiuso dentro le mura domestiche e viene coperto dalla vergogna. Un gioco di rimandi tra una bambina e la donna che è diventata, tra ciò che è accaduto e le tracce che continuano a vivere nel tempo.
Ringraziamo ancora una volta le autrici per la loro disponibilità e tutte le persone – specialmente le donne – che hanno avuto la forza e l’interesse di partecipare a questo incontro, fondamentale per comprendere fino in fondo l’opera🤍
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via Celestini, 3 di Luisa Carminati a Malegno

Il 26 agosto 2026, alle 18:30, in Piazza Padre Zaccaria Casari a Malegno (BS), presentiamo via Celestini, 3 di Luisa Carminati, uscito per Vita Activa Nuova nella collana Tracce.

Un indirizzo come titolo: una soglia, una scala, un pianerottolo da cui si guarda la città e il tempo che l’ha attraversata. Luisa Carminati Cremaschi — nata a Bergamo nel 1944, redattrice e giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Formazione — porta in questo libro una vita di militanza femminista e di impegno per i diritti dell’infanzia, per la città, per il femminismo. L’autrice sarà presente all’incontro.

Dialogano con lei Francesca Maffioli, nata a Lovere e residente tra Milano e Parigi, ricercatrice e giornalista culturale del Manifesto, membro del LEGS (CNRS, Paris 8, Paris-Nanterre) e socia della SIL – Società Italiana delle Letterate, e Angelo Baffelli, laureato in filosofia all’Università degli Studi di Pavia, insegnante di filosofia e storia al Liceo Camillo Golgi di Breno. Il volume si apre con la prefazione di Francesca Maffioli e si chiude con la postfazione di Paolo Barcella.

Al termine dell’incontro sarà possibile fermarsi per condividere un aperitivo. Sarà presente il banchetto della libreria Punto a Capo di Pisogne (BS), dove si potrà acquistare il libro.

  • Quando: mercoledì 26 agosto 2026, ore 18:30
  • Dove: Piazza Padre Zaccaria Casari, Malegno (BS)
  • Con: Luisa Carminati, Francesca Maffioli, Angelo Baffelli
  • Ingresso: libero

L’evento è organizzato dal Circolo Culturale Sul Palco di Malegno, con il patrocinio del Comune di Malegno, di Altopiano del Sole – Valle Camonica e di STORiE direfaregiocare di Schiribis e Puntoacapo.

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Willy Dias su Il Piccolo – 14.06.2026

Una pagina intera nella sezione Cultura e Spettacoli di domenica 14 giugno, firmata Giulia Basso per la rubrica «Gli autori dimenticati», restituisce la figura di Willy Dias: pseudonimo maschile dietro cui Fortunata Morpurgo — triestina, nata nel 1872 da padre ebreo e madre cattolica — entrò in un giornalismo di fine Ottocento che alle donne lasciava solo la porta laterale, quella del falso nome.

Quella di Dias è una vita tenuta su due tavoli: da un lato oltre cinquanta romanzi rosa, dall’altro un giornalismo militante che la portò dalle pagine del Caffaro a quelle dell’Unità, dove la sua rubrica di posta appassionò migliaia di lettrici e dove scrisse di emancipazione femminile. Cresciuta irredentista, contestò il fascismo che la punì licenziandola; a settantaquattro anni fu eletta in Consiglio comunale a Genova. Lungo il racconto sfilano gli incontri che fanno storia — Joyce, che a Trieste le dava lezioni d’inglese, Kafka conosciuto a Gorizia — e una verità che l’articolo non addolcisce: il suo oblio fu una rimozione politica, non un difetto di talento.

Ed è qui che entriamo noi. Viaggio nel tempo, il memoir che mancava dalle librerie dal 1958, torna oggi grazie a Vita Activa Nuova (2025, pp. 268, € 16), con le note di Martina Gubertini. Vederci citate come VAN in queste pagine è il riconoscimento del lavoro che ci definisce: rimettere in circolo le voci di chi è stata scritta fuori dal canone, una alla volta, finché tornano leggibili.

Il libro lo trovate in edicola. La pagina, qui sotto. 👇

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Pia Rimini, Willy Dias e le altre su Il Piccolo

Raminga nella vita, dimenticata dalla storia editoriale ma non dalla memoria di chi continua a cercarla: è uscito in questi giorni, sulle pagine culturali de Il Piccolo, un ampio articolo di Giulia Basso dedicato a Pia Rimini, scrittrice  triestina che la critica del suo tempo non esitò a paragonare a Moravia e che morì deportata ad

Auschwitz nel 1944. L’articolo ne ripercorre la vicenda umana e letteraria — la maternità fuori dal matrimonio rivendicata pubblicamente, la scrittura fisica e sinestetica, le donne in fondo alla piramide sociale che popolano i suoi racconti — e ricorda come la nostra casa editrice abbia contribuito a riportarla ai lettori: nel 2016 Vita Activa l’ha raccolta, insieme ad altre quattro scrittrici dimenticate, nell’antologia Oltre le parole, curata da Gabriella Musetti, e più di recente readerforblind ha ripubblicato L’amore muto, con prefazione di Giulia Caminito, mentre Il giunco è tornato in circolazione in ebook.

Ma Pia Rimini, come sottolinea l’articolo, non è un caso isolato. Nel riquadro dedicato alle “colleghe oggi obliate” compare anche Willy Dias, pseudonimo di Fortuna Morpurgo (Trieste 1872 – Genova 1956), scrittrice e giornalista che fu tra le protagoniste del fermento culturale triestino a cavallo del Novecento: un tempo famosa, oggi quasi sconosciuta, è stata anch’essa ripubblicata da Vita Activa, in un lavoro di riemersione che è il cuore del nostro progetto editoriale. Perché di scrittrici come Rimini e Dias — figure importanti del panorama intellettuale del loro tempo, finite poi nell’oblio — Trieste ne ha date molte, e restituirle agli scaffali e agli archivi non è soltanto un’operazione di recupero: è un modo di riscrivere, con maggiore giustizia, la storia letteraria di una città e di un secolo.

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“Rondine e Pernice” su Il Piccolo del 26.04.2026 a cura di Margherita Regutti

Oggi su Il Piccolo, Margherita Reguitti firma un approfondimento su Rondine e Pernice di Ivana Suhadolc, memoir che prende forma a partire da lettere, diari e materiali d’archivio per ricostruire il legame tra la famiglia dell’autrice e il poeta Biagio Marin.

L’articolo segue da vicino questa trama affettiva e intellettuale, restituendo un ritratto complesso e non privo di ambivalenze, e allo stesso tempo apre lo sguardo su un territorio di confine segnato da tensioni linguistiche, culturali e identitarie. Tra memoria privata e storia collettiva, emerge così un racconto stratificato, in cui relazioni personali e contesto storico si riflettono continuamente l’uno nell’altro.

Potete acquistare una copia di Rondine e Pernice qui.