





Dieci fiabe filosofiche è un invito a intraprendere un viaggio straordinario. In questo libro, la filosofia si spoglia del suo linguaggio accademico per ritrovare la sua veste più antica e potente attraverso la magia della narrazione. Pagina dopo pagina, i grandi interrogativi sull’identità, la libertà, l’amore e il desiderio si trasformano in avventure meravigliose. Attraverso dieci racconti incantati si incontreranno le divinità dell’Olimpo Hera e Metis per poi svelare i segreti millenari di Iside e Inanna. L’itinerario si snoda dai salotti rivoluzionari di Olympe alle stanze silenziose in cui Spinoza discute con Clara Maria, fino a raggiungere i paradossi moderni di Helene e le origini stesse del mito di Frankenstein. C’è un filo sottile che unisce queste pagine con ironia e leggerezza. Il libro riscatta dall’oblio il femminile, che per secoli è stato escluso o messo in ombra dalla storia ufficiale del pensiero, restituendo finalmente a divinità, ribelli e pensatrici la loro voce più autentica. È un’opera che non offre risposte, ma le domande giuste per esplorare il mondo con occhi nuovi. Pensata per l’adolescenza e per le persone di ogni età che non hanno ancora smesso di stupirsi e di chiedersi il perché delle cose. Stefania Tarantino, filosofa e musicista, insegna presso l’Università degli Studi di Salerno. Da sempre dedica le sue ricerche alle grandi pensatrici del Novecento e alle questioni femministe e di genere, lavorando per ampliare i confini e rinnovare le fondamenta della tradizione storico-filosofica.
Titolo: Dieci fiabe filosofiche. Una lettura per ogni età. Vol. 1
Autrice: Stefania Tarantino
Illustratrice: Rossella La Barbera
Edizione: Vita Activa Nuova luglio 2026
Collana: Spiriti liberi
Pagine: 128
Prezzo: € 15,00
ISBN 9791280771490

Un indirizzo come titolo: una soglia, una scala, un pianerottolo da cui si guarda la città e il tempo che l’ha attraversata. Luisa Carminati Cremaschi — nata a Bergamo nel 1944, redattrice e giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Formazione — porta in questo libro una vita di militanza femminista e di impegno per i diritti dell’infanzia, per la città, per il femminismo. L’autrice sarà presente all’incontro.
Dialogano con lei Francesca Maffioli, nata a Lovere e residente tra Milano e Parigi, ricercatrice e giornalista culturale del Manifesto, membro del LEGS (CNRS, Paris 8, Paris-Nanterre) e socia della SIL – Società Italiana delle Letterate, e Angelo Baffelli, laureato in filosofia all’Università degli Studi di Pavia, insegnante di filosofia e storia al Liceo Camillo Golgi di Breno. Il volume si apre con la prefazione di Francesca Maffioli e si chiude con la postfazione di Paolo Barcella.
Al termine dell’incontro sarà possibile fermarsi per condividere un aperitivo. Sarà presente il banchetto della libreria Punto a Capo di Pisogne (BS), dove si potrà acquistare il libro.
L’evento è organizzato dal Circolo Culturale Sul Palco di Malegno, con il patrocinio del Comune di Malegno, di Altopiano del Sole – Valle Camonica e di STORiE direfaregiocare di Schiribis e Puntoacapo.

Una pagina intera nella sezione Cultura e Spettacoli di domenica 14 giugno, firmata Giulia Basso per la rubrica «Gli autori dimenticati», restituisce la figura di Willy Dias: pseudonimo maschile dietro cui Fortunata Morpurgo — triestina, nata nel 1872 da padre ebreo e madre cattolica — entrò in un giornalismo di fine Ottocento che alle donne lasciava solo la porta laterale, quella del falso nome.
Quella di Dias è una vita tenuta su due tavoli: da un lato oltre cinquanta romanzi rosa, dall’altro un giornalismo militante che la portò dalle pagine del Caffaro a quelle dell’Unità, dove la sua rubrica di posta appassionò migliaia di lettrici e dove scrisse di emancipazione femminile. Cresciuta irredentista, contestò il fascismo che la punì licenziandola; a settantaquattro anni fu eletta in Consiglio comunale a Genova. Lungo il racconto sfilano gli incontri che fanno storia — Joyce, che a Trieste le dava lezioni d’inglese, Kafka conosciuto a Gorizia — e una verità che l’articolo non addolcisce: il suo oblio fu una rimozione politica, non un difetto di talento.
Ed è qui che entriamo noi. Viaggio nel tempo, il memoir che mancava dalle librerie dal 1958, torna oggi grazie a Vita Activa Nuova (2025, pp. 268, € 16), con le note di Martina Gubertini. Vederci citate come VAN in queste pagine è il riconoscimento del lavoro che ci definisce: rimettere in circolo le voci di chi è stata scritta fuori dal canone, una alla volta, finché tornano leggibili.
Il libro lo trovate in edicola. La pagina, qui sotto. 👇


Raminga nella vita, dimenticata dalla storia editoriale ma non dalla memoria di chi continua a cercarla: è uscito in questi giorni, sulle pagine culturali de Il Piccolo, un ampio articolo di Giulia Basso dedicato a Pia Rimini, scrittrice triestina che la critica del suo tempo non esitò a paragonare a Moravia e che morì deportata ad

Auschwitz nel 1944. L’articolo ne ripercorre la vicenda umana e letteraria — la maternità fuori dal matrimonio rivendicata pubblicamente, la scrittura fisica e sinestetica, le donne in fondo alla piramide sociale che popolano i suoi racconti — e ricorda come la nostra casa editrice abbia contribuito a riportarla ai lettori: nel 2016 Vita Activa l’ha raccolta, insieme ad altre quattro scrittrici dimenticate, nell’antologia Oltre le parole, curata da Gabriella Musetti, e più di recente readerforblind ha ripubblicato L’amore muto, con prefazione di Giulia Caminito, mentre Il giunco è tornato in circolazione in ebook.
Ma Pia Rimini, come sottolinea l’articolo, non è un caso isolato. Nel riquadro dedicato alle “colleghe oggi obliate” compare anche Willy Dias, pseudonimo di Fortuna Morpurgo (Trieste 1872 – Genova 1956), scrittrice e giornalista che fu tra le protagoniste del fermento culturale triestino a cavallo del Novecento: un tempo famosa, oggi quasi sconosciuta, è stata anch’essa ripubblicata da Vita Activa, in un lavoro di riemersione che è il cuore del nostro progetto editoriale. Perché di scrittrici come Rimini e Dias — figure importanti del panorama intellettuale del loro tempo, finite poi nell’oblio — Trieste ne ha date molte, e restituirle agli scaffali e agli archivi non è soltanto un’operazione di recupero: è un modo di riscrivere, con maggiore giustizia, la storia letteraria di una città e di un secolo.

Oggi su Il Piccolo, Margherita Reguitti firma un approfondimento su Rondine e Pernice di Ivana Suhadolc, memoir che prende forma a partire da lettere, diari e materiali d’archivio per ricostruire il legame tra la famiglia dell’autrice e il poeta Biagio Marin.
L’articolo segue da vicino questa trama affettiva e intellettuale, restituendo un ritratto complesso e non privo di ambivalenze, e allo stesso tempo apre lo sguardo su un territorio di confine segnato da tensioni linguistiche, culturali e identitarie. Tra memoria privata e storia collettiva, emerge così un racconto stratificato, in cui relazioni personali e contesto storico si riflettono continuamente l’uno nell’altro.
Potete acquistare una copia di Rondine e Pernice qui.

In questa nuova edizione del volume, arricchita da numerosi contenuti, Marta Albertini, pronipote di Lev Tolstoj, ricostruisce le figure della bisnonna Sof’ja Andreevna, della nonna Tat’jana L’vovna Tolstaja e della madre Tat’jana Michajlovna Suchotina, nipote prediletta del grande scrittore, andata sposa a Leonardo Albertini, figlio di Luigi Albertini, fondatore e direttore del Corriere della Sera.
Il volume fa rivivere una genealogia femminile a lungo ignorata e la riporta in vita, attraverso documenti inediti, con le parole delle stesse protagoniste. È molto più della ricostruzione di una storia familiare, perché oltre alle protagoniste femminili molte altre figure della famiglia Tolstoj e del suo entourage vengono tratteggiate con una vivacità documentata e insolita, e viene illuminato da una luce inedita lo stesso Tolstoj.
Non può non addentrarsi, infine, nella tormentata storia della Rivoluzione russa, così strettamente intrecciata al pensiero e alla vita di Tolstoj e alla diaspora della famiglia; ma ce la mostra – questo è un valore ulteriore – attraverso gli aspetti più quotidiani, nascosti e minuti, quelli che toccano e complicano la vita delle persone comuni.
Con lo stesso spirito vengono tracciati alcuni aspetti della famiglia Albertini-Giacosa, a cui l’autrice appartiene attraverso il ramo paterno. Ha inoltre il merito di avvicinare a tutto questo con un linguaggio coinvolgente e acuto, trascinando chi legge nell’itinerario partecipato dell’autrice, che si accosta a questi ricordi con emozione, profondità psicologica, affettuosa pietas e, al tempo stesso, con lo spigliato brio e l’ironia garbata che sono proprie della migliore tradizione della memorialistica di stampo francese. È corredato da un ricco album fotografico di immagini relative alle famiglie Tolstoj e Albertini.
Autrice: Marta Albertini
Titolo: Una genealogia ritrovata. La moglie, la figlia e la nipote di Tolstoj si raccontano
Introduzione, cura e traduzione: Laura Ricci
Nuova Edizione: Vita Activa Nuova 2026
Collana: Tracce
Pagine: 344
Prezzo: € 22,00
ISBN 9 791280771414