
Si chiude il nostro Campania Libri Festival, e ripartiamo da Napoli con la sensazione di aver ricevuto molto più di quanto ci aspettassimo. Fin dal primo giorno l’accoglienza per Vita Activa Nuova è stata bellissima: la presentazione di Dieci fiabe filosofiche. Una lettura per ogni età, con Stefania Tarantino in dialogo con Nicola Capone e Chiara Guida alla Sala Pascarella, si è svolta davanti a un pubblico partecipe e curioso, e tante persone hanno scelto di portare il libro a casa, che per noi resta uno dei segnali più belli che una Fiera possa dare. Abbiamo anche avuto il piacere di conoscere finalmente di persona Rossella La Barbera, giovanissima illustratrice del volume, che era con noi a Napoli.
Nei giorni successivi, sotto un sole che non ci ha mai lasciate, abbiamo incontrato lettrici e lettori con cui è nato subito un dialogo. Tra loro Luisa, mediatrice culturale e prossima criminologa, che è ripartita con quattro dei nostri libri: Una scelta di Serena Scarel, Guarire mondi in crisi con gli scritti di Melita Richter Malabotta, il volume su Maria Occhipinti a cura di Gisella Modica e Serena Todesco, e Sillabario del silenzio, opera corale nata da un’idea di Silvia Rosa. Ci piace pensare che ogni libro scelto durante una Fiera cominci lì il suo viaggio, e siamo felici che questi quattro siano partiti da Napoli insieme a lei.
L’ultima presentazione, dedicata proprio a Sillabario del silenzio. Lettere dalla città delle bambine mute, ha chiuso giornate piene di incontri e di riscontri.
Adesso guardiamo ai prossimi appuntamenti, a cominciare da Editori in Villa, ma soprattutto a Trieste, dove sta per arrivare la nostra Fiera, Parole tra i Luoghi. Dopo giornate così l’entusiasmo non può che crescere, e non vediamo l’ora di condividerlo con tutt* voi!










Esiste una città abitata da voci che non parlano. Le case sono incrinate, hanno stanze gelide, porte scardinate, sgabuzzini chiusi a chiave, muri che trattengono segreti. Negli angoli, ricordi che non devono oltrepassare la soglia. È la patria delle bambine mute, dove s’impara a ingoiare ogni suono. Se però ti metti in ascolto, c’è una verità che preme per uscire. Sillabario del Silenzio è un’opera corale che raccoglie voci di scrittrici chiamate a misurarsi con un nucleo comune: l’infanzia violata. Abusi sessuali, violenze psicologiche, sopraffazioni affettive, tradimenti del legame primario, vissuti quasi sempre all’interno dello spazio domestico, là dove la protezione dovrebbe essere garantita. La voce protagonista di ogni racconto è quella di una bambina di volta in volta differente, che attraverso frammenti di memoria e un timbro infantile irriducibile, tratteggia con la potenza eversiva di ogni rivelazione l’altro lato dell’infanzia, quello immerso nell’oscurità. Il silenzio evocato dal titolo non è un vuoto, ma una presenza costante e ingombrante. È il vero protagonista del libro. È la forma che assume la ferita quando non trova un linguaggio condivisibile. È la materia con cui queste scrittrici lavorano, scavando su una superficie di significati offuscata, segnata da strappi, bruciature, per rinominarla.