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“Piccoli incendi sul lago” di Tiziana Prelati: recensione di Elisa Lucchesi su Elibri_Editoria

Piccoli incendi sul lago, vite comuni che bruciano

Lontananze affettive, assenze da elaborare.

Il passato che torna a bussare, gli oggetti che trattengono tracce di vita.

Amori che stringono troppo, ferite mute, verità mai confessate.

Disorientamento emotivo, frammenti di memoria, vecchie ingiustizie che non si sono mai estinte.

La paura sottile di perdere chi si ama, l’incapacità di lasciar andare chi non c’è più.

In Piccoli incendi sul lago, Tiziana Prelati compie un gesto discreto e potentissimo: scosta le tende delle case, quelle che proteggono l’intimità, e si affaccia dentro per ascoltare il respiro sommesso delle vite che abitano stanze ordinarie, a volte ingombre di memorie, a volte svuotate da assenze.

Le sue storie si muovono tra cucine spente, bagni con vasche in attesa, camere disabitate.

Sono questi gli spazi dove le emozioni si depositano, come polvere, senza far rumore.

Ma dentro, qualcosa brucia.

Ogni racconto è un piccolo rogo invisibile.

Non ci sono fiamme alte, ci sono invece scintille di verità taciute, silenzi che scottano, colpi bassi della vita che si sopportano in silenzio.

Sono donne e uomini comuni, quelli di cui nessuno scrive mai.

Madri, figlie, badanti, mariti, vicine, nipoti, coinquiline.

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L’immagine é di proprietá di ©ElisaLucchesi.

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RECENSIONE: “Il ballo delle gru” su La poesia e lo spirito

Su La poesia e lo spirito, Giselda Pontesilli recensisce Il ballo delle gru di Roberto Dedenaro.

Pontesildi scrive:

“C’è una sommessa “coralità” nelle poesie, sempre attentamente sorvegliate, mai passibili di retorica che compongono Il Ballo delle gru, recente libro del poeta triestino Roberto Dedenaro.
[…] L’orizzonte inscurito è il nostro orizzonte storico, epocale: per questo! è inscurito e “non si distingue più”.
Infatti, se fosse l’orizzonte naturale, crepuscolare, serale, non ci sarebbero in esso “case senza più finestre illuminate”, “case senza forma”, e “i corpi che da qualche dove dentro a quelle case senza forma stanno”.
Al contrario: le case sarebbero, naturalmente, abitate, illuminate, animate da persone, da voci… Invece sono buie, e strane fredde luci “ne scandagliano i profili” informi, lo “spessore di silenzio” che “sale come una domanda”…

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Recensione a KATA NESIBA su L’Indice dei libri del mese

Su L’Indice dei libri del mese, Marjia Mitrović scrive una bellissima recensione a Kata Nesiba. Storia autentica e illustrata di una prostituta di Belgrado e delle sue lotte per far valere i propri diritti costituzionali 1830-1851 di Ivan Janković, tradotto per noi da Manuela Orazi.