Pubblicato il

Willy Dias su Il Piccolo – 14.06.2026

Una pagina intera nella sezione Cultura e Spettacoli di domenica 14 giugno, firmata Giulia Basso per la rubrica «Gli autori dimenticati», restituisce la figura di Willy Dias: pseudonimo maschile dietro cui Fortunata Morpurgo — triestina, nata nel 1872 da padre ebreo e madre cattolica — entrò in un giornalismo di fine Ottocento che alle donne lasciava solo la porta laterale, quella del falso nome.

Quella di Dias è una vita tenuta su due tavoli: da un lato oltre cinquanta romanzi rosa, dall’altro un giornalismo militante che la portò dalle pagine del Caffaro a quelle dell’Unità, dove la sua rubrica di posta appassionò migliaia di lettrici e dove scrisse di emancipazione femminile. Cresciuta irredentista, contestò il fascismo che la punì licenziandola; a settantaquattro anni fu eletta in Consiglio comunale a Genova. Lungo il racconto sfilano gli incontri che fanno storia — Joyce, che a Trieste le dava lezioni d’inglese, Kafka conosciuto a Gorizia — e una verità che l’articolo non addolcisce: il suo oblio fu una rimozione politica, non un difetto di talento.

Ed è qui che entriamo noi. Viaggio nel tempo, il memoir che mancava dalle librerie dal 1958, torna oggi grazie a Vita Activa Nuova (2025, pp. 268, € 16), con le note di Martina Gubertini. Vederci citate come VAN in queste pagine è il riconoscimento del lavoro che ci definisce: rimettere in circolo le voci di chi è stata scritta fuori dal canone, una alla volta, finché tornano leggibili.

Il libro lo trovate in edicola. La pagina, qui sotto. 👇

Pubblicato il

Pia Rimini, Willy Dias e le altre su Il Piccolo

Raminga nella vita, dimenticata dalla storia editoriale ma non dalla memoria di chi continua a cercarla: è uscito in questi giorni, sulle pagine culturali de Il Piccolo, un ampio articolo di Giulia Basso dedicato a Pia Rimini, scrittrice  triestina che la critica del suo tempo non esitò a paragonare a Moravia e che morì deportata ad

Auschwitz nel 1944. L’articolo ne ripercorre la vicenda umana e letteraria — la maternità fuori dal matrimonio rivendicata pubblicamente, la scrittura fisica e sinestetica, le donne in fondo alla piramide sociale che popolano i suoi racconti — e ricorda come la nostra casa editrice abbia contribuito a riportarla ai lettori: nel 2016 Vita Activa l’ha raccolta, insieme ad altre quattro scrittrici dimenticate, nell’antologia Oltre le parole, curata da Gabriella Musetti, e più di recente readerforblind ha ripubblicato L’amore muto, con prefazione di Giulia Caminito, mentre Il giunco è tornato in circolazione in ebook.

Ma Pia Rimini, come sottolinea l’articolo, non è un caso isolato. Nel riquadro dedicato alle “colleghe oggi obliate” compare anche Willy Dias, pseudonimo di Fortuna Morpurgo (Trieste 1872 – Genova 1956), scrittrice e giornalista che fu tra le protagoniste del fermento culturale triestino a cavallo del Novecento: un tempo famosa, oggi quasi sconosciuta, è stata anch’essa ripubblicata da Vita Activa, in un lavoro di riemersione che è il cuore del nostro progetto editoriale. Perché di scrittrici come Rimini e Dias — figure importanti del panorama intellettuale del loro tempo, finite poi nell’oblio — Trieste ne ha date molte, e restituirle agli scaffali e agli archivi non è soltanto un’operazione di recupero: è un modo di riscrivere, con maggiore giustizia, la storia letteraria di una città e di un secolo.

Pubblicato il

Una genealogia ritrovata, a Trieste i ricordi della famiglia di Lev Tolstoj su Il Piccolo

Una genealogia ritrovata, a Trieste i ricordi della famiglia di Lev Tolstoj

su Il Piccolo

Giovedì alle 17.30 all’Antico Caffè San Marco la presentazione della nuova edizione del volume scritto dalla pronipote del grande scrittore russo.

Un libro in cui la Russia e l’Italia s’intrecciano a partire dall’incontro fra due famiglie, da un lato quella di uno dei più grandi scrittori nella storia della letteratura, dall’altra quella di una “dinastia” del giornalismo italiano.

Giovedì alle 17.30 all’Antico Caffè San Marco presentazione della nuova edizione del volume “Una genealogia ritrovata. La moglie, la figlia e la nipote di Tolstoj si raccontano” (Vita Activa Nuova, Trieste 2026, pagg. 344, euro 22): sarà presente l’autrice, Marta Albertini, pronipote del grande scrittore russo e nipote di Luigi Albertini, fondatore e direttore del Corriere della Sera.

«Mia nonna, la seconda figlia di Leone Tolstoj, si chiamava Tat’jana L’vovna Tolstoj. Mia madre, che era figlia unica, aveva lo stesso nome e si chiamava Tat’jana Michajlovna Suchotin. Ho trascorso a Roma, accanto a loro, la mia infanzia e la mia adolescenza, sapendo poco o nulla della nostra famiglia. Entrambe, infatti, avevano scelto inconsciamente — o forse no — di stendere un velo sul passato, dato che era probabilmente troppo il peso dei ricordi».

Leggi tutto qui.

Pubblicato il

Una genealogia ritrovata su Il Piccolo del 20.05.2026

Una genealogia ritrovata. Ricordi della famiglia Tolstoj

Memorie

Un libro in cui la Russia e l’Italia s’intrecciano a partire dall’incontro fra due famiglie, da un lato quella di uno dei più grandi scrittori nella storia della letteratura, dall’altra quella di una “dinastia” del giornalismo italiano. Domani alle 17.30 all’Antico Caffè San Marco presentazione della nuova edizione del volume “Una genealogia ritrovata. La moglie, la figlia e la nipote di Tolstoj si raccontano” (Vita Activa Nuova, Trieste 2026, pagg. 344, euro 22): sarà presente l’autrice, Marta Albertini, pronipote del grande scrittore russo e nipote di Luigi Albertini, fondatore e direttore del Corriere della Sera. “Mia nonna, la seconda figlia di Leone Tolstoj, si chiamava Tat’jana L’vovna Tolstaja. Mia madre, che era figlia unica, aveva lo stesso nome e si chiamava Tat’jana Michajlovna Suchotin. Ho trascorso a Roma, accanto a loro, la mia infanzia e la mia adolescenza, sapendo poco o nulla della nostra famiglia. Entrambe, infatti, avevano scelto inconsciamente – o forse no – di stendere un velo sul passato, dato che era probabilmente troppo pesante di ricordi”. Il libro in cui Marta Albertini, pronipote di Lev Tolstoj, ricostruisce le figure della bisnonna Sof’ja Andreevna, della nonna Tat’jana L’vovna Tolstaja e della madre Tat’jana Michajlovna Suchotina, nipote prediletta del grande scrittore, sposatasi con Leonardo Albertini-Giacosa, a cui l’autrice appartiene attraverso il ramo paterno. Ha inoltre il merito di avvicinare a tutto questo con un linguaggio coinvolgente e acuto, trascinando chi legge nell’itinerario partecipato dell’autrice, che si accosta a questi ricordi con emozione, profondità psicologica, affettuosa pietas e, al tempo stesso, con lo spigliato brio e l’ironia garbata che sono proprie della migliore tradizione della memorialistica di stampo francese. Domani l’autrice e la curatrice e traduttrice Laura Ricci dialogheranno con Gabriella Musetti, direttrice editoriale di Vita Activa Nuova, la casa editrice che ha ripubblicato l’opera arricchendola di documenti inediti e di un ricco album dedicato alle famiglie Tolstoj ed Albertini.

L’AUTRICE
Marta Albertini è pronipote dello scrittore e nipote di Luigi Albertini.

Pubblicato il

“Rondine e Pernice” su Il Piccolo del 26.04.2026 a cura di Margherita Regutti

Oggi su Il Piccolo, Margherita Reguitti firma un approfondimento su Rondine e Pernice di Ivana Suhadolc, memoir che prende forma a partire da lettere, diari e materiali d’archivio per ricostruire il legame tra la famiglia dell’autrice e il poeta Biagio Marin.

L’articolo segue da vicino questa trama affettiva e intellettuale, restituendo un ritratto complesso e non privo di ambivalenze, e allo stesso tempo apre lo sguardo su un territorio di confine segnato da tensioni linguistiche, culturali e identitarie. Tra memoria privata e storia collettiva, emerge così un racconto stratificato, in cui relazioni personali e contesto storico si riflettono continuamente l’uno nell’altro.

Potete acquistare una copia di Rondine e Pernice qui.