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“Rondine e Pernice” su Il Piccolo del 26.04.2026 a cura di Margherita Regutti

Oggi su Il Piccolo, Margherita Reguitti firma un approfondimento su Rondine e Pernice di Ivana Suhadolc, memoir che prende forma a partire da lettere, diari e materiali d’archivio per ricostruire il legame tra la famiglia dell’autrice e il poeta Biagio Marin.

L’articolo segue da vicino questa trama affettiva e intellettuale, restituendo un ritratto complesso e non privo di ambivalenze, e allo stesso tempo apre lo sguardo su un territorio di confine segnato da tensioni linguistiche, culturali e identitarie. Tra memoria privata e storia collettiva, emerge così un racconto stratificato, in cui relazioni personali e contesto storico si riflettono continuamente l’uno nell’altro.

Potete acquistare una copia di Rondine e Pernice qui.

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8 marzo, dibattito sull’addio alle consigliere di parità Il parere dell’esperta Gabriella Taddeo: “Si perde la specialità della competenza”

Gabriella Taddeo su RaiNews parla della proposta di legge del governo per abolire i Consiglieri di paritá.

“Sulla proposta di legge del governo, ora in discussione alla Camera, per abolire i Consiglieri di parità in favore di un unico organo nazionale che si occupi di tutte le discriminazioni interviene Gabriella Taddeo, esperta d’informatica, ha lavorato quarant’anni in Insiel. Negli anni ’90 membro della prima Commissione regionale pari opportunità come rappresentante delle associazioni. Successivamente ha ricoperto il ruolo di Consigliera di Parità del territorio di Trieste, dal 2010 al 2018, per due mandati, durante i quali ha gestito quasi 400 casi di discriminazione sul posto di lavoro. Oggi è presidente della casa editrice Vita Activa Nuova.

Si perde valore o si acquisisce le chiediamo? “Si perde moltissimo valore, perché si perde la specialità della competenza. Si parla tanto di merito, ma non si può essere onni-competenti su tutti i problemi di ciascuna categoria che dovrebbe essere protetta. Parliamo delle donne sul posto di lavoro che subiscono discriminazioni, parliamo di donne migranti che subiscono la doppia discriminazione, parliamo di disabili e fasce deboli. Raggruppare tutto in un organismo ad alto livello non dà quelle garanzie che persone competenti, sia pur lavorando in coordinamento, dovrebbero in qualche modo garantire””

Potete leggere l’articolo nella sua interezza e il video dell’intervista sul sito di Rainews.

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Parliamo di donne in politica | Fabiana Martini

Fabiana Martini, autrice del volume Il governo delle donne. Viaggio tra le amministratrici locali italiane, é stata intervistata nell’ambito di WE FRAME PROJECT. 

Amanda Rosso ha tradotto dall’inglese l’intervista.

Potete leggere la versione originale dell’articolo qui.

Fabiana Martini è una giornalista. Dal 2000 al 2010 ha diretto il settimanale Vita Nuova, diventando la prima donna laica a guidare una testata religiosa in Italia. Dal 2011 al 2016 è stata vicesindaca di Trieste.
Oltre a scrivere, si occupa di formazione sui temi delle migrazioni, delle pari opportunità e dell’hate speech, e di comunicazione sui temi dell’infanzia, della salute mentale e della violenza contro le donne. È portavoce dell’associazione “Articolo 21” in Friuli Venezia Giulia e segretaria della giuria del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta.
Nel 2022 ha scritto il libro Il governo delle donne. Viaggio tra le amministratrici locali italiane (Vita Activa Nuova).

Qual è uno dei tuoi primi ricordi legati al femminismo?
Credo che il mio primo ricordo legato al femminismo risalga a un episodio raccontato dalla mia insegnante delle scuole medie.

Hai scritto un libro sulle donne nei ruoli politici in Italia. Che cosa hai scoperto? Hanno qualcosa in comune?
Ho scoperto che la politica è molto sessista, che ci sono ancora pochissime donne in politica e che pagano un prezzo altissimo semplicemente per il fatto di essere donne, indipendentemente dal partito a cui appartengono: per esempio sono, molto più degli uomini, bersaglio di attacchi online e offline e il loro impegno ha conseguenze serie sulla loro vita privata.
Quanto a ciò che le donne in politica hanno in comune, sono molto concrete, orientate agli obiettivi, consapevoli della necessità di dimostrare di essere all’altezza, meno inclini a farsi influenzare dal consenso.

Sei spesso costretta a fermarti, a fare deviazioni per qualche emergenza, a sopportare sguardi giudicanti o lezioni da chi ti dice che dovresti stare a casa, oppure insulti da chi ha qualcosa da ridire sul tuo abbigliamento. Ogni tanto passa un autobus, ma non si ferma perché non ti vede: è progettato per gli uomini, come tutto il resto, e infatti gli uomini salgono e partono, mentre tu comprensibilmente ti chiedi perché ti sia data tanto da fare e pensi che ci sarà un motivo se siete così poche, se a 76 anni dalla concessione del voto alle donne solo il 15% dei comuni italiani è guidato da donne, se nessuna città con più di 200.000 abitanti ha una donna al comando, se nei 26 capoluoghi di provincia andati al voto nel giugno 2022 solo 15 dei 60 candidati sindaco erano donne.

Qual è oggi la sfida più grande per il femminismo?
Eliminare la violenza contro le donne resa possibile dalla società patriarcale: essere vive è il presupposto dell’uguaglianza.

Al punto che forse la cosa più frustrante di questi primi due anni è stata essere scambiata per la segretaria quando si convoca il tavolo delle categorie economiche. Non per una questione personale, ma perché dimostra quanta strada ci sia ancora da fare verso le pari opportunità. [Flavia Marzano]

E quale sarà la sfida più grande domani?
Fare in modo che nascere donna non sia uno svantaggio.

Anversa è convinta che si debba lavorare, da un lato, con le ragazze che, come le loro madri e nonne, hanno poca fiducia in se stesse: pur sapendo che la conciliazione tra lavoro e vita privata resta un problema, bisogna dire loro: “Valete, potete farcela”; e dall’altro con i ragazzi, per superare la rigida divisione dei ruoli. “La mia generazione è ormai bruciata: resta l’idea che le donne debbano seguire gli uomini (io stessa l’ho fatto) e che debbano stare al loro fianco, mai davanti. Ho grandi speranze nelle giovani donne di oggi.” [Elisabetta Anversa]

Tre nomi di donne che, secondo te, hanno fatto la storia del femminismo
Carla Lonzi, Susan Sontag, bell hooks

C’è qualcosa che vorresti dire e che non ti abbiamo chiesto?
Piuttosto che concentrarci solo nel denunciare la mancanza di donne in politica e le difficoltà che affrontano, dovremmo mettere in luce le loro competenze e i loro risultati, spostando la narrazione da una focalizzata sull’aspetto fisico e sull’eccezionalità.

Questa intervista é parte di WP1 | T.1.2. PRODUCTION OF ORIGINAL MULTIMEDIA CONTENTS: RESEARCH, STUDIES, ARCHIVAL MATERIALS, TESTIMONIES OF WITNESSES

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“Piccoli incendi sul lago” di Tiziana Prelati: recensione di Elisa Lucchesi su Elibri_Editoria

Piccoli incendi sul lago, vite comuni che bruciano

Lontananze affettive, assenze da elaborare.

Il passato che torna a bussare, gli oggetti che trattengono tracce di vita.

Amori che stringono troppo, ferite mute, verità mai confessate.

Disorientamento emotivo, frammenti di memoria, vecchie ingiustizie che non si sono mai estinte.

La paura sottile di perdere chi si ama, l’incapacità di lasciar andare chi non c’è più.

In Piccoli incendi sul lago, Tiziana Prelati compie un gesto discreto e potentissimo: scosta le tende delle case, quelle che proteggono l’intimità, e si affaccia dentro per ascoltare il respiro sommesso delle vite che abitano stanze ordinarie, a volte ingombre di memorie, a volte svuotate da assenze.

Le sue storie si muovono tra cucine spente, bagni con vasche in attesa, camere disabitate.

Sono questi gli spazi dove le emozioni si depositano, come polvere, senza far rumore.

Ma dentro, qualcosa brucia.

Ogni racconto è un piccolo rogo invisibile.

Non ci sono fiamme alte, ci sono invece scintille di verità taciute, silenzi che scottano, colpi bassi della vita che si sopportano in silenzio.

Sono donne e uomini comuni, quelli di cui nessuno scrive mai.

Madri, figlie, badanti, mariti, vicine, nipoti, coinquiline.

Per continuare a leggere, clicca qui.

L’immagine é di proprietá di ©ElisaLucchesi.

Potete seguire Elisa Lucchesi su FB e IG.

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Sabato 8 Novembre – Sergio Rotino a Modo Infoshop, Bologna

Sabato 8 novembre vi aspettiamo alla presentazione del libro Fine della biologia di Sergio Rotino.

Ore 18.30 al ‘Modo Infoshop’ di Bologna.

Dopo l’anteprima e il firmacopie a Pordenonelegge, che avevano già suscitato grande interesse, Fine della biologia arriva a Bologna per un nuovo incontro con l’autore.
Come ha scritto Enzo Mansueto, l’opera di Rotino è «una lettura crudele, non conciliatoria (…) un registro spietato di atti che ci toccano» – versi lunghi e laceranti che indagano la perdita, il legame e il distacco dal padre, in un dialogo poetico di grande intensità.
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PAROLE TRA I LUOGHI: Rassegna Stampa

La seconda edizione di Parole tra i Luoghi, fiera dell’editoria transfrontaliera e del Mediterraneo si é ormai conclusa, ma abbiamo preparato per voi una ricca rassegna stampa, per celebrare e ricordare insieme i momenti, le parole e i libri che Vita Activa Nuova e i suoi partner hanno portato a Trieste.

Al GR delle 7:18 della RAI del Friuli Venezia Giulia (dal minuto 25:48) –https://www.rainews.it/tgr/fvg/notiziari/audio/2025/10/GR-Friuli-Venezia-GIulia-del-02102025-ore-0720-537b795c-c2ab-4528-8ec3-940fd9c36194.htm

Su ilfriuliveneziagiulia.ithttps://www.ilfriuliveneziagiulia.it/presentata-la-ii-edizione-della-fiera-delleditoria-transfrontaliera-e-del-mediterraneo/

Sul sito di Radio Capodistria:
Sul Giornale della Sera di Radio Capodistria (dal minuto 12): https://radiocapodistria.rtvslo.si/podcasts/il-giornale-della-sera/106615841/175163440 
Su Il Piccolo di giovedì 2 ottobre:
Sul Primorski dnevnik di giovedì 2 ottobre:
Sul Primorski dnevnik di domenica 5 ottobre:
Su Il Piccolo di lunedì 6 ottobre: