

Ecco il programma completo:








Ecco il programma completo:














Questa raccolta poetica di Sergio Rotino accoglie testi scritti in diversi tempi e accompagna l’autore da molti anni, seguendo una sorta di fil rouge sotterraneo ma periodicamente emergente come «traccia mnestica», con tutte le dovute cautele riguardanti l’operatività della memoria. Si configura come una scelta di ordinamento di materiali difficili e pregnanti in complesso equilibrio, non a caso le prime parole del testo iniziale, «aprire la pandetta ci tocca», fanno emergere un desiderio di ordine e registrazione, un compito, finalmente, da portare avanti in questo preciso tempo. Non è un lavoro soltanto ordinativo, si avvertono le incertezze del percorso, le problematicità dell’operazione. Anche il titolo: Fine della biologia, può dare adito a letture differenti: fine come conclusione, chiusura definitiva di un rapporto, o finalità dello stesso. E si tratta, evidentemente, della radicalità dell’essere umano maschile nei suoi rapporti interiorizzati con la struttura archetipica del pater/patria nella concezione estesa del lemma. Un tema arduo, che l’autore affronta in numerosi passaggi per circoscrivere il lascito ricevuto, e pervenire a «comporre un addio lungo, faticoso, ma definitivo», che può consentire al soggetto una autonomia cosciente.
Titolo: Fine della biologia
Autore: Sergio Rotino
Postfazione: Luciano Mazziotta
Collana: Poiein
Edizione: Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 108
Prezzo: € 15.00
ISBN 9791280771360

Roberto Dedenaro ritorna alla poesia dopo 19 anni, con un libro efficace e profondo che riprende i suoi temi pregnanti: il Carso e il rapporto con la varietà del paesaggio, lo sguardo attento rivolto alle cose anche minime, l’osservazione dell’umanità che vive sui confini, le lingue diverse che si intrecciano nella vita quotidiana, il tempo e i cambiamenti nelle relazioni umani e nella natura. Con ironia e sguardo partecipativo racconta il territorio in cui vive mostrandone le contraddizioni, i drammi della storia, i miti che sembrano radicati nelle culture antiche, le aspettative della gente comune che condivide uno spazio ricco di sfumature vive e distanze lessicali che aprono all’abbondanza delle percezioni. La sua non è una poesia prettamente emozionale ma si muove sul piano della conoscenza, dell’indagine accurata e della distanza necessaria al compito critico. Eppure il tono è domestico per la lunga frequentazione, la parola risulta efficace nelle riflessioni esistenziali che connotano una condizione umana condivisa oltre le differenze, la marginalità dei territori si fa centro negli spazi vissuti e nelle relazioni che vivono tra le differenze, come in nuove dimensioni e attitudini dell’abitare.
Titolo: Il ballo delle gru
Autore: Roberto Dedenaro
Postfazione: Elvio Guagnini
Fascetta di copertina verticale: Davide Marchionni
Collana: Poiein
Edizione Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 96
Prezzo: € 12.00
ISBN9791280771377

Ivana Suhadolc, giornalista RAI a Ts, Venezia e Roma scrive di sua madre (Graziella, Krasulja), che ebbe una fitta corrispondenza, insieme a Rita, con Biagio Marin, loro professore e figura di riferimento culturale. È una educazione sentimentale e un intreccio di relazioni in cui il periodo storico e il tema italiani/sloveni sul territorio, si mescolano con diversi sguardi sulla crescita delle due ragazze, i rapporti umani e affettivi con il poeta e tra di loro, le ambiguità e le problematiche del tempo. È un lungo memoir della figlia che intende ricostruire la figura della madre, tra le migliaia di lettere e foto di lei e di Rita in suo possesso, e che sta donando alla Biblioteca di Grado. Nella primavera del 1942 accade un piccolo miracolo: “tutto fu un dono, il dono del paradiso,” scriverà Biagio Marin. Per Rita, la Rondine, e Graziella, la Pernice, inizia un’amicizia che durerà tutta la vita; per Rondine e Marin una storia d’amore che proseguirà per 26 anni. I rapporti tra i due amanti e Pernice resistono anche nel travagliato dopoguerra della Venezia Giulia lacerata dagli odi etnici, e questo nonostante Graziella – si scopre – sia slovena, in realtà si chiami Krasulja e sposi uno sloveno. Marin si sente tradito e tuona: “Anche tu sei responsabile del male, che per il piatto di lenticchie hai rinunciato alla primogenitura della superiore cultura.” Poi a prevalere sarà la sua generosità. Alla fine Krasulja si ammalerà di Alzheimer, ma la figlia riuscirà lo stesso a intuire la grazia della sua vita, avvalendosi delle testimonianze di Rita e delle lettere e poesie di Marin. La ricerca la porterà a trovare il linguaggio delle emozioni, il solo che ci aiuta ad ascoltare e rispettare, anche nelle terre di frontiera, le storie degli altri.
Titolo: Rondine e Pernice
Autrice: Ivana Suhadolc
Collana: Tracce
Edizione: Vita Activa Nuova 2025
Pagine: 296
Prezzo: € 20.00
ISBN9791280771384

Il 18 settembre a Pordenone, nell’ambito di Pordenonelegge , Catrin Simeth e Roberto Dedenaro firmeranno le copie dei loro rispettivi libri usciti da pochissimi giorni.


Incontro con Ivana Suhadolc. Presenta Gabriella Musetti.
Si tratta della storia di due giovani maestre, una italiana e una slovena, carissime amiche, che hanno una lunga corrispondenza affettuosa ed educativa con Biagio Marin, loro maestro e mentore. Il libro è scritto dalla figlia della ragazza slovena, Krasulja (Graziella) amica di Rita, ed è una di riconciliazione con la madre, una discesa a scoprire la sua vita, la giovinezza di lei negli anni turbolenti della fine guerra, con i contrasti tra italiani e sloveni, e la figura di Marin, punto di riferimento e vero baricentro della crescita delle due giovani.
Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale di Pordenonelegge.



Torna a Bologna per il 13 e 14 settembre Dialoghi, la due giorni di incontri sulle molte forme della poesia contemporanea italiana.
Coppie di autori parleranno non solo di cosa sta al cuore dellaloro ultima pubblicazione, ma anche di quello che è all’interno del loro lavoro, e di quanto tocca anche la loro visione dellasocietà. Moderati di volta in volta da uno dei tre curatori della rassegna, tutti gli incontri rivolgono agli autori l’invito a dialogare e rapportarsi l’uno con il lavoro e il pensiero dell’altro.
Tra gli appuntamenti: Cinzia Colazzo dialogherà con Gianni Montieri, in un incontro moderato da Sergio Rotino.
“Luce al neon” di Cinzia Colazzo è la raccolta vincitrice del Premio Internazionale di Poesia R. M. Rilke per l’inedito, 2024. Il volume mostra la capacità , da parte dell’autrice, di trascenderei temi autobiografici, quali l’amore, l’essere donna e madre, il corpo, le memorie di vita, i gesti e gli oggetti quotidiani, inesperienza poetica originale, empatica e tecnicamente riuscita, elevando il femminile, una volta di più , a strumento di ricerca del senso contemporaneo.
Colazzo, laureata in Filosofia e diplomata in Pianoforte è vissuta a lungo in Germania, prima di tornare in Italia. Le diverse esperienze sono filtrate da una acuta e sagace osservazione del vivere quotidiano, in cui si arenano e giacciono in ombra desideri e sogni non sopiti, pronti a riprendere campo all’occasione. Il tono spesso ironico e la misura della realtà non adombrano lo sguardo dell’autrice, che mette in scena diversi soggetti moltiplicanti le azioni come in un teatro di figura. Lo stile è maturo e mediato, e rivela attenzione alla musicalità della sillaba, della parola, del verso. Ne è segno, tra gli altri, il consapevole utilizzo di frammenti della lingua tedesca.